E’ una giornata da incubo per le azioni Cementir che si stanno avvicinando al giro di boa delle 12 con un rosso secco del 5,2 per cento a 17,2 euro. La quotata attiva nel settore cementifero praticamente non è mai entrata in partita visto che è stata sommersa dalle vendite fin dal primo minuto di contrattazioni. Il costo di questo ribasso molto violento è evidente nella prestazione a un mese del titolo. Già in forte affanno, con il crollo odierno le azioni Cementir portano il passivo accumulato nell’ultimo mese a oltre 8 punti percentuali. Una situazione meritevole di attenzione anche se da inserire sempre all’interno di un contesto più generale che vede il titolo Cementir in rialzo del 30 per cento nel raffronto anno su anno.
Questa la situazione sul grafico. Ma cosa sta spingendo in forte rosso le azioni Cementir? Il sentiment sul mercato azionario non è dei migliori. Ieri c’è stato il forte ribasso della borsa di Wall Street che, come affetto, sta generando una netta percezione negativa anche sull’azionario europeo. Cementir, però, paga anche le indicazioni non proprio convincenti che sono arrivate dai conti preliminari 2025 e dalle stime al 2028. Su questi aspetti va quindi focalizzata l’attenzione.
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I conti preliminari 2025 di Cementir Holding hanno messo in evidenza un esercizio caratterizzato da ricavi in lieve contrazione ma con un deciso rafforzamento della redditività operativa.
Il gruppo quotato sullo STAR ha archiviato l’anno con un fatturato pari a 1,64 miliardi di euro, in calo del 2,8% rispetto agli 1,69 miliardi dell’esercizio precedente. La flessione dei volumi e un contesto di mercato non omogeneo nelle diverse aree geografiche hanno inciso sulla top line, ma il dato va letto alla luce di una strategia focalizzata su efficienza operativa e mix di prodotto.
Il segnale più rilevante per il mercato è arrivato infatti dal margine operativo lordo (EBITDA), salito del 7,9% a 439,5 milioni di euro rispetto ai 407,3 milioni precedenti. Anche la marginalità ha compiuto un salto significativo, passando dal 24,1% al 26,8%. In termini di qualità degli utili, il miglioramento dell’EBITDA margin lo si può considerare un indicatore chiave perchè dimostra la capacità del gruppo di proteggere la redditività anche in presenza di ricavi in lieve arretramento.
Scendendo nel conto economico, poi, l’utile ante imposte si è attestato a 286,3 milioni di euro, sostanzialmente stabile ma in leggero progresso rispetto ai 284,9 milioni dell’anno precedente.
Dal punto di vista finanziario, il 2025 ha segnato un ulteriore rafforzamento della struttura patrimoniale. A fine esercizio la posizione finanziaria netta risulta positiva per 465,1 milioni di euro, in netto miglioramento rispetto ai 290,4 milioni di inizio anno. L’incremento della cassa netta è la dimostrazione di una robusta generazione di flussi operativi, elemento centrale per una società capital intensive come Cementir.
Nel corso dell’anno il gruppo ha effettuato investimenti per circa 121,8 milioni di euro, mantenendo una disciplina finanziaria coerente con gli obiettivi di efficienza e sviluppo industriale. Il livello di capex appare bilanciato rispetto alla capacità di autofinanziamento, evitando tensioni sulla leva e preservando flessibilità per future opportunità.
Per il 2026, il management prevede ricavi nell’ordine di 1,7 miliardi di euro, un EBITDA compreso tra 400 e 420 milioni e una posizione di cassa netta positiva pari a circa 590 milioni. Gli investimenti stimati per l’esercizio sono pari a 128 milioni di euro.
La guidance appare prudente sul fronte della marginalità rispetto al picco 2025, segnalando uno scenario di mercato potenzialmente più sfidante. Tuttavia, la crescita attesa della cassa netta suggerisce continuità nella generazione di flussi e un solido controllo del capitale circolante.
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Contestualmente ai risultati preliminari, il board di Cementir ha approvato il piano industriale 2026-2028, in continuità strategica con il precedente. Il focus resta su crescita organica, efficienza operativa e rafforzamento della posizione finanziaria.
Al netto degli effetti legati a nuovi principi contabili e poste non ricorrenti, il gruppo punta a chiudere il triennio con ricavi prossimi a 1,95 miliardi di euro, corrispondenti a un tasso medio annuo di crescita del 6-7%. L’EBITDA ricorrente è stimato intorno ai 460 milioni, mentre la posizione finanziaria netta dovrebbe attestarsi su una cassa positiva nell’ordine degli 800 milioni.
Gli investimenti complessivi previsti nel triennio ammontano a circa 386 milioni di euro, confermando un piano di sviluppo significativo ma sostenibile alla luce della generazione di cassa attesa. La traiettoria finanziaria delineata evidenzia un progressivo rafforzamento del profilo patrimoniale, elemento particolarmente apprezzato dagli investitori istituzionali in un settore ciclico come quello dei materiali da costruzione.
Sul fronte della remunerazione degli azionisti, il piano prevede una politica di dividendi in crescita, con un payout ratio compreso tra il 20% e il 25% dell’utile netto. L’indicazione di un dividendo progressivo, sostenuto da un’espansione della cassa netta, rappresenta un driver potenzialmente positivo per il titolo in ottica di total return. Nel breve però, come dimostra l’andamento del titolo in borsa, il focus sembra essere su altro.


